I corsi per i 24 CFU sono detraibili fiscalmente


E’ tempo di dichiarazione dei redditi e i docenti che hanno conseguito nell’anno solare 2018 i 24 CFU (o che hanno frequentato altri corsi universitari quali master, corsi di perfezionamento, dottorati, corsi di laurea e perfino corsi singoli) potranno usufruire della detrazione del 19% delle spese sostenute nell’anno solare 2018.

Nella dichiarazione precompilata, gli oneri sostenuti dovrebbero essere già indicati. In caso contrario, i contribuenti potranno modificare la dichiarazione precompilata indicando le spese sostenute.
Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione per spese universitarie sostenute possono usufruirne questi ultimi (a condizione che il pagamento sia stato effettuato dalla persona di cui si è a carico).

PRINCIPIO DI CASSA
Per le spese universitarie detraibili vale il principio di cassa. Ciò significa che rileva in momento in cui sono stati effettuati i relativi pagamenti e non il momento in cui è stato frequentato il corso e\o sostenuto l’esame.

UNIVERSITA’ STATALI E NON STATALI
La detrazione IRPEF si applica in relazione alle spese per la frequenza a corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali. La detrazione è ammessa per l’intera quota corrisposta a titolo di spese di frequenza.
  • Università non statali, comprese le telematiche. Detrazione applicabile in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. Questo tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

Per quanto riguarda le università telematiche la Ris. n. 6/E/2007 conferma la detraibilità dei corsi tenuti dalle Università telematiche se istituite e riconosciute con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

DOCUMENTI DA CONSERVARE
Ai fini della detrazione Irpef 19% è necessario conservare i documenti relativi alla spesa per la frequenza scolastica, ovvero ricevute di bollettini postali o bonifici. Tali documenti devono essere conservati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, termine entro cui l’Agenzia è autorizzata a richiederli in sede di controllo.

Concorso Guardia di Finanza 2019, 965 allievi


È stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale – IV Serie Speciale n. 33 del 26 aprile 2019 il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 965 allievi finanzieri. Al concorso possono partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il diciottesimo anno e non abbiano superato il giorno di compimento del ventiseiesimo anno di età. Il limite anagrafico massimo così fissato è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato.

Titoli

Chi vorrà partecipare è necessario che sia in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado, per i posti riservati ai volontari delle forze armate, mentre per i restanti posti serve il diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea. Possono partecipare anche coloro che, pur non essendo in possesso del previsto diploma, lo conseguano nell’anno scolastico 2018/2019. La domanda di partecipazione al concorso si potrà presentare entro le ore 12 del 27 maggio 2019 e dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale all’indirizzo https://concorsi.gdf.gov.it, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

Concorso scuola secondaria


È ufficiale, il concorso per la scuola secondaria sarà bandito entro il 2019 ma non si conoscono ancora le date, presumibilmente entro settembre. L’intenzione del ministero, come annunciato da Bussetti, è quella di avviare il concorso solo per le regioni con posti disponibili per le immissioni in ruolo nel periodo in cui saranno vigenti le graduatorie. Non avendo informazioni sul nuovo concorso scuola secondaria 2019 si può solo ipotizzare come potrebbe essere strutturato in base a quelli degli anni precedenti come quello del D.L 59/2017 del PD aperto ai soli docenti abilitati.

Il concorso era stato bandito con D.D.G del 1° febbraio 2018 e consisteva solo nella prova orale.

Purtroppo, nonostante la procedura semplice, in molte regioni non si è ancora concluso. Anche il concorso del 2016 era aperto solo ai docenti abilitati ed era stato bandito a febbraio ma prevedeva una prova scritta e una orale. Le immissioni in ruolo per l’a.s. 2016/2017 sono state concluse da poche regioni e la graduatoria è stata rinviata all’anno successivo. Stesso discorso per il precedente concorso del 2012 (DDG n. 82 del 24/09/2012) che oltre alla prova scritta e a quella orale comprendeva quella preselettiva.

I tempi del prossimo concorso possono essere calcolati in anticipo perché l’obiettivo è quello di procedere con le assunzioni nell’anno scolastico 2020/2021. Le condizioni dovrebbero essere le stesse, sono da definire le prove che devono sostenere i docenti. Solo dopo le immissioni in ruolo ci sarà una visione dettagliata dei posti vuoti. Inoltre si deve prevedere la riserva per la partecipazione al concorso per i posti di sostegno dei docenti che seguono il corso di specializzazione TFA sostegno IV ciclo (che si concluderà a marzo 2020). Infine non si devono sottovalutare gli intoppi per il reperimento delle commissioni impossibilitate ad usufruire degli esoneri.

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Le prove di ingresso del TFA Sostegno


Sono 14.224 i posti disponibili per le specializzazioni sul sostegno nell’anno scolastico 2018-2019.

In tre anni saranno circa 40 mila i docenti specializzati che potranno essere impiegati a scuola per il sostegno di alunni con disabilità. Lo ha annunciato il ministro Marco Bussetti, quando ha firmato il decreto in cui sono state fissate le date di svolgimento delle prove.

Queste, per la precisione, si terranno rispettivamente il 15 Aprile (al mattino Scuola dell’Infanzia e nel pomeriggio Scuola primaria) e il 16 Aprile (prova al mattino per i candidati della Scuola Secondaria di I Grado e al pomeriggio per quella di secondo grado). Il medesimo decreto fissa anche il nuovo termine di conclusione dei corsi di specializzazione: marzo 2020. Le prove consistono in: un test preliminare consistente in 60 domande a risposta multipla; una o più prove scritte (oppure pratiche); una prova orale

Requisiti di accesso al TFA
Chi può accedere al bando di concorso promosso dal MIUR e strutturato per Regioni? Secondo i requisiti stabiliti dal decreto ministeriale questi sono i soggetti ammessi:

1) i docenti abilitati ad insegnare per il grado di scuola e la classe di concorso per le quali richiedono la specializzazione in sostegno (l’abilitazione all’insegnamento è condicio sine qua non per poter conseguire la successiva specializzazione),

2) diplomati alla Scuola magistrale (per TFA scuola elementare) a condizione che il diploma sia stato conseguito entro l’anno 2001-2002; siano in possesso di titolo dal valore abilitante; siano compresi nella graduatorie di istituto di II fascia.

I test preliminari
La prova di accesso al TFA prevede un test preliminare formato da 60 quesiti formulati con cinque opzioni di risposta (tra cui il candidato dovrà sceglierne una soltanto). I quesiti del test preliminare sono strutturati in maniera tale da poter valutare la comprensione dei testi in lingua italiana e le competenze nelle lingue straniere. Ogni risposta corretta ha il valore di 0,5 punti, se non si risponde del tutto o lo si fa in maniera errata il punteggio è pari a zero. Per poter svolgere il test preliminare i candidati hanno a disposizione due ore.

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Mobilità 2019 docenti e ATA: le novità e le date delle domande


Le date per la presentazione delle domande di mobilità 2019 sono:

• Docenti: dall’11 marzo al 5 aprile
• Personale Educativo: dal 3 al 28 Maggio;
• Licei Musicali (domanda cartacea): dal 12 Marzo al 5 Aprile;
• Personale ATA: dall’1 al 26 Aprile;

Le novità dell’accordo
Il CCNI sulla mobilità sarà triennale. In base agli accordi, i docenti potranno partecipare annualmente ai movimenti, ossia ai trasferimenti e ai passaggi di ruolo/cattedra, ad esclusione di coloro i quali otterranno la mobilità su una delle scuola richieste a domanda.

Chi ottiene una delle scuole richieste volontariamente, non può chiedere nuovamente il trasferimento/passaggio prima di tre anni (vincolo triennale).

Chi ottiene il movimento richiesto, è titolare su scuola. Il docente che chiede e ottiene la titolarità di scuola attraverso preferenza sintetica, provincia, comune o distretto, invece, può ripresentare la domanda anche negli anni successivi, senza nessun vincolo.

Il docente beneficiario delle precedenze previste nel CCNI, trasferito d’ufficio o a domanda condizionata non è soggetto a nessun vincolo.

Alla mobilità verranno assegnati il 50% dei posti vacanti e disponibili. La restante parte viene assegnata alle immissioni in ruolo.

I nuovi titoli di studio per lavorare al Nido come educatore


Per lavorare in un asilo nido, nelle varie figure lavorative, è necessario il possesso di titoli di studio idonei, che con il Decreto Legislativo 65 del 13 aprile 2017 sono stati definiti a livello nazionale facendo riferimento anche alle leggi della regione in cui si intende lavorare, sia per un Servizio educativo per l’Infanzia pubblico, sia privato.

A partire dall’anno scolastico 2019/2020 per l’accesso ai posti di educatore per la scuola dell’infanzia sarà necessario avere:

• La laurea triennale in Scienze dell’educazione nella classe L19 a indirizzo specifico per educatori della scuola dell’infanzia

• La laurea quinquennale a ciclo unico in scienze della formazione primaria unitamente a un corso di specializzazione di 60 CFU.

• Continueranno ad essere validi i titoli di accesso previsti dalle singole normative regionali purché conseguiti entro la data di entrata in vigore del decreto (31 maggio 2017). Di conseguenza, per quanto riguarda i titoli previsti dalle normative regionali conseguiti successivamente a tale data, non costituiranno più idoneo titolo di accesso ai posti di educatore dei servizi educativi.

La norma quindi introduce un sistema duale: da un lato si definiscono i titoli di accesso validi a livello nazionale. D’altra parte però si mantengono come validi i titoli di accesso previsti dalle normative regionali purché conseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto.

approfondimenti:

Corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della Formazione

Corsi di perfezionamento da 60 CFU

 

 

L’Esame di Stato 2018/2019


Come mai è cambiato l’Esame?

Le nuove regole non nascono all’improvviso, ma sono contenute nel decreto legislativo 62 del 2017 che viene applicato da quest’anno per l’Esame di Stato del secondo ciclo. Per questo il Ministero ha avviato da novembre una attività di accompagnamento delle scuole verso il nuovo Esame con lo scopo di garantire supporto a docenti, dirigenti e studenti. È parte integrante di queste attività anche la pubblicazione di esempi di prove sul sito del MIUR che avverrà tra febbraio e aprile.

Come cambia l’attribuzione dei crediti per il triennio e come verranno ripartiti i punteggi tra le prove?

Il credito massimo attribuibile a ciascuno studente per il percorso di studi è pari a 40 punti, distribuito tra terza classe (massimo 12 punti), quarta classe (massimo 13) e quinta classe (massimo 15). Gli studenti che affronteranno quest’anno l’Esame di Stato hanno già ottenuto la conversione dei “vecchi” crediti, ottenuti in terza e in quarta, con la nuova tabella, in modo da poter arrivare al calcolo complessivo in quarantesimi. In precedenza i punti per il percorso scolastico erano al massimo 25. Alle prove sono assegnati 20 punti ciascuna.

Le prove INVALSI influiscono sul voto finale dell’Esame?

No, le prove predisposte dall’INVALSI non influiscono sul voto finale dell’Esame. Servono però per valutare l’efficacia e l’efficienza del sistema scolastico, misurando, attraverso quesiti mirati, le competenze degli studenti in Italiano, Matematica e Inglese.

L’ORALE

Chi preparerà le buste per la prova orale?

Sarà la Commissione stessa a predisporle, in un’apposita sessione di lavoro. Nelle buste vi saranno materiali utili per poter avviare il colloquio. La scelta dei materiali (testi, documenti, progetti, problemi) sarà effettuata tenendo conto della specificità dell’indirizzo e del percorso effettivamente svolto nella classe secondo le indicazioni fornite dal Consiglio di Classe nel documento che sarà predisposto entro il 15 maggio, proprio in vista dell’Esame di Stato.

Fornirete esempi di come si svolgerà l’orale?

Il Ministero predisporrà esempi significativi delle tipologie di materiali simili a quelli che potrebbero essere proposti all’orale dalle singole commissioni che dovranno tenere conto dello specifico percorso della classe.

Come funziona il meccanismo delle buste?

Ogni commissione preparerà un numero di buste pari al numero dei candidati, più due. Ad esempio per una classe di 20 studenti, le buste saranno 22. Ciascuno studente potrà dunque sempre scegliere tra un terna di buste. Dal primo all’ultimo candidato. Saranno così garantite trasparenza e pari opportunità a tutti.

Cosa troveranno gli studenti nelle buste?

Ci saranno materiali che forniranno uno spunto per l’avvio del colloquio. Un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta da libri, un articolo di giornale, una tabella con dei dati da commentare, un grafico, uno spunto progettuale, una situazione problematica da affrontare: sono tutti esempi che di ciò che le commissioni potranno scegliere per introdurre un percorso integrato e trasversale che permetta di affrontare lo specifico contenuto delle discipline.

In che modo l’Alternanza Scuola-Lavoro rientra nell’orale?

Il candidato all’orale potrà illustrare l’esperienza svolta nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento tramite una relazione e/o un elaborato multimediale.

Che cosa potrà essere chiesto per Cittadinanza e Costituzione?

L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione è basato sullo svolgimento di attività (percorsi, progetti, etc.) finalizzate a sviluppare le competenze di cittadinanza in diversi ambiti, come, a puro titolo di esempio, educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, etc. Tutti i Consigli di Classe, nell’ambito del documento del 15 maggio che raccoglie quanto svolto dalla classe, evidenzieranno e descriveranno tali percorsi, che saranno poi oggetto di una sezione specifica del colloquio.

Sostegno, Bussetti: “Nessun taglio. In arrivo i corsi di specializzazione per 40mila docenti”


L’8 febbraio è arrivato il tanto atteso decreto del Ministero dell’Istruzione che regola il Corso di Specializzazione sul Sostegno.
Per capire come funzionerà, vediamo di seguito i requisiti di partecipazione per ogni ordine e grado.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria potranno partecipare:
• i candidati con titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in
Italia ai sensi della normativa vigente;
• i candidati con diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado potranno partecipare:
• i candidati con abilitazione all’insegnamento;
• i candidati con laurea magistrale accompagnata dai 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche;
• i candidati che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive.

Saranno ammessi al corso con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante all’estero, abbiano presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla specifica procedura di selezione.
Infine, è bene sottolineare che al corso di specializzazione potranno partecipare anche gli ITP con il diploma.

Concorsi Agenzia delle Entrate: 160 posti


Sono stati pubblicati, infatti, sulla GU n.9 del 01-02-2019, due concorsi per Dirigenti, finalizzati alla copertura di ben 160 posti di lavoro Agenzia delle Entrate. Ai vincitori saranno conferiti incarichi dirigenziali e saranno assunti nel ruolo di Dirigente di seconda fascia in prova. Ciascun bando pubblico prevede l’espletamento di selezioni per titoli ed esami, questi ultimi mediante l’espletamento di una eventuale preselezione, di una prova scritta, articolata in 2 fasi, e di un esame orale per ognuno dei concorsi. n particolare, i bandi Agenzia Entrate mettono a concorso i seguenti posti:
n. 150 posti per Dirigenti da destinare alla direzione di uffici preposti ad attività di gestione, riscossione e contenzioso dei tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate;
n. 10 posti per Dirigenti da destinare alla direzione di uffici preposti ad attività di gestione dei servizi catastali di competenza dell’Agenzia delle Entrate.
Il 50 % dei posti messi a concorso per ciascun bando Agenzia delle Entrate è riservato ai dipendenti di ruolo assunti mediante concorsi pubblici e in servizio presso l’ente, con minimo 10 anni di anzianità, senza demerito, nella terza area funzionale. Il concorso per 150 Dirigenti comprende anche la riserva di 1 posto destinato alla provincia autonoma di Bolzano, per la cui copertura il Direttore provinciale di Bolzano bandirà un’apposita selezione.

Possono partecipare ai bandi di concorso Agenzia Entrate le seguenti categorie di soggetti:
– i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, laureati e con almeno 5 anni di servizio, ridotto a 4 se assunti a seguito di corso concorso, oppure, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione, di minimo 3 anni di servizio in funzioni per accedere alle quali occorra possedere un dottorato di ricerca o del diploma di laurea;
– dirigente in enti e strutture pubbliche non comprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, laureati e che hanno svolto per almeno 2 funzioni dirigenziali;
– laureati che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per almeno 5 anni;
– cittadini italiani che hanno conseguito una laurea e hanno maturato minimo 4 anni di servizio continuativo presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea.

Le domande di partecipazione al concorso possono essere inoltrate entro e non oltre il 4 marzo 2019.

Piu’ educazione motoria, musica e inglese alla scuola primaria


Novità per le maestre in possesso dei titoli per l’insegnamento dell’educazione motoria, della musica e dell’inglese.

Il ministro Bussetti nell’Atto di indirizzo 2019 punta ad ampliare l’offerta formativa per gli studenti. Vuole assicurare il reclutamento di docenti idonei all’insegnamento dell’educazione motoria, della musica e dell’inglese nella scuola primaria, anche utilizzando, nell’ambito delle risorse di organico disponibile, docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate.

Le maestre in possesso dei titoli potrebbero spenderli anche in un ambito in cui sono state assunte.

Il Ministro non ha ancora però chiarito come vorrebbe ampliare questa offerta formativa, se con progetti extracurricolari in orario pomeridiano o nel periodo estivo. Sicuramente il Ministro non ha proposto un’idea innovativa, in quanto tale proposta già compariva nella nota di aggiornamento del DEF 2018. La parte relativa all’introduzione del docente di educazione motoria è già in iter di inserimento ma per musica e inglese bisogna ancora attendere il testo di come verrà attuata tale offerta formativa. Alla camera è stata approvata, infatti, la legge che delega il Governo ad adottare un decreto legislativo che preveda l’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria da parte di insegnanti forniti di idoneo titolo.

Buone notizie per i docenti di educazione motoria, in quanto con l’approvazione alla Camera, si prevedono 11.800 assunzioni di docenti di scienze motorie per la primaria.

Probabilmente, come il Ministro Bussetti ha suggerito, tale manovra comincerà con le assunzioni a scaglioni, iniziando con la quarta e la quinta elementare per concludere tutto in un ciclo di tre anni.

Il Ministro Bussetti ha fortemente voluto l’inserimento della materia. Ha anche precisato, infine, che l’educazione motoria sarà insegnata da docenti specializzati in modo da diffondere al meglio la cultura del rispetto. Questo non solo attraverso esercizi che vedono protagonista il corpo, ma anche prevedendo una parte teorica da studiare in classe; per tale motivo si è pensato di inserire la materia anche alla primaria per diffondere sin da piccoli i buoni principi.