Graduatorie di Istituto docenti, i titoli acquisibili in vista del rinnovo


Tra maggio e giugno 2020 è previsto il rinnovo delle graduatorie di Istituto di II e III fascia per le supplenze del personale docente. Ecco quali titoli possono acquisire i docenti aspiranti ad entrare in graduatoria, oltre il titolo di accesso necessario per entrare nella fascia di appartenenza.

Graduatoria Istituto docenti II fascia

Oltre il titolo di accesso, che in caso di aggiornamento può essere sostituito con uno più favorevole, nella valutazione dei titoli per la prossima riapertura delle graduatorie di Istituto di II fascia si possono inserire tutti i servizi prestati nel triennio 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020 e i titoli culturali nuovi o non dichiarati nel triennio precedente.

Tra i titoli professionali inerenti la professione docente c’è per esempio quello di specializzazione del sostegno che dovrebbe essere valutato 6 punti, ci sono le certificazioni CLIL che possono valere, a seconda del titolo, 6 o 3 punti, le certificazioni linguistiche di almeno il livello B2 conseguite ai sensi del DM 3889/2012.

Ci sono anche altri titoli acquisibili fino ad un massimo di 30 punti, come per esempio un titolo di studio pari o superiore a quelli che danno accesso all’insegnamento di cui alla graduatoria, o un’abilitazione o idoneità all’insegnamento posseduta, in aggiunta al titolo valutato quale titolo di accesso. Per ognuno dei suddetti titoli dovrebbero venire attribuiti 3 punti.

Per il dottorato di ricerca, si valuta solo un titolo, dovrebbero essere dati 12 punti, per il diploma di specializzazione universitario pluriennale ( si valuta un solo titolo) dovrebbero essere dati 6 punti, per i master o corsi di perfezionamento annuali con esame finale ( 1500 ore e 60 CFU), massimo tre titoli, 3 punti per titolo.

Per ogni attestato di frequenza di corsi di perfezionamento coerenti con l’insegnamento, si valutano massimo 3 titoli, dovrebbe essere assegnato 1 punto per titolo.

Infine ci sono le certificazioni informatiche a cui dovrebbero essere assegnati un massimo di 2 punti, si tratta dell’ECDL (Core, Advanced e Specialised), MICROSOFT, EIPASS, EUCIP, MOUS, CISCO, PEKIT, LIM, TABLETS.

Graduatoria Istituto docenti III fascia

Per la terza fascia delle graduatorie di Istituto i titoli acquisibili sono il dottorato di ricerca che dovrebbe valere 12 punti, il titolo di specializzazione sul sostegno che dovrebbe dare diritto a 6 punti, i master o corsi di perfezionamento annuali con esame finale ( 1500 ore e 60 CFU), massimo tre titoli, 3 punti per titolo, nonché i master universitari di pari natura in materia di sostegno e/o difficoltà di apprendimento ed in materia bibliotecaria. Per ogni attestato di frequenza di corsi di perfezionamento coerenti con l’insegnamento, si valutano massimo 3 titoli, dovrebbe essere assegnato 1 punto per titolo.

Per ogni attestato di frequenza di corsi di perfezionamento coerenti con l’insegnamento, si valutano massimo 3 titoli, dovrebbe essere assegnato 1 punto per titolo.

Ci sono le certificazioni informatiche a cui dovrebbero essere assegnati un massimo di 2 punti, si tratta dell’ECDL (Core, Advanced e Specialised), MICROSOFT, EIPASS, EUCIP, MOUS, CISCO, PEKIT, LIM, TABLETS.

Infine ci sono anche le certificazioni linguistiche Livello QCER B2, QCER C1 e QCER C2 di cui il punteggio dovrebbe variare rispettivamente da 1 a 3 punti e si valuta un solo titolo, ci sono pure i corsi di perfezionamento sulla metodologia CLIL di 1500 ore e 60 CFU che dovrebbero valere 3 punti.

Il decreto “salva-precari”


Il decreto “salva-precari” attende ancora la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella; infatti nella prima bozza del testo venivano esclusi dal concorso gli insegnanti delle scuole paritarie. L’ultima modifica prevede che anche i docenti delle scuole non statali potranno partecipare al concorso straordinario, non per ottenere la cattedra bensì per acquisire l’abilitazione.

Su questo punto gli uffici legislativi del Quirinale e del Miur hanno discusso a lungo nelle scorse settimane fino a giungere alle modifiche che saranno apportate nel testo che quindi daranno accesso alla partecipazione al concorso a tutti i docenti, ma con finalità diverse: gli statali con tre anni di servizio per accedere alle 24mila cattedre, i dipendenti delle paritarie per avere l’abilitazione.

Le associazioni dei gestori delle scuole non statali avevano infatti sottolineato l’incostituzionalità del testo precedente e il grave danno che ne sarebbe derivato alle scuole paritarie, che invece rientrano nell’unico sistema nazionale d’istruzione.

L’altra modifica che sarà apportata al testo del “salva-precari”, riguarda il concorso riservato ai Dsga (Dirigenti dei servizi generali e amministrativi) “facenti funzione”. Alla selezione potranno partecipare soltanto i Dsga, con almeno tre anni di servizio, in possesso della laurea, e saranno, invece, esclusi, i non laureati, anche se in possesso dei requisiti del servizio.

Concorso DSGA: cosa succede dopo la prova preselettiva


La prova preselettiva del concorso per diventare DSGA si è articolata in tre sessioni svoltesi nei giorni 11, 12 e 13 giugno. Successivamente alla prova preselettiva il concorso proseguirà con lo svolgimento di altre prove:

  • due prove scritte, di cui una prova costituita da sei domande a risposta aperta e una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto
  • una prova orale

Ciascuna delle due prove ha una durata di 180 minuti, con tempi aggiuntivi per i candidati disabili, secondo quanto previsto dall’articolo 20 della legge n. 104/92.

La commissione assegna a tutte e due le prove scritte un punteggio massimo di 30 punti e per la prova consistente nelle 6 domande a risposta aperta e assegna un punteggio da 0 a 5 punti per ciascuna risposta esatta; per la prova di carattere teorico-pratico, si assegna un punteggio da 0 a 30 punti.

La commissione procede prima alla correzione delle sei domande a risposta aperta; nel caso in cui il candidato non raggiunga il punteggio minimo di 21 punti, non procede alla correzione della prova di carattere teorico-pratico.

La prova è superata se si consegue un punteggio di almeno 21/30 in ciascuna delle due prove.
Il voto finale delle due prove è unico, può essere di 30 punti al massimo e deriva della media aritmetica dei risultati conseguiti nelle due prove.

La prova sarà corretta sulla base di una griglia elaborata dal comitato tecnico-scientifico che predisporrà le prove. La griglia sarà pubblicata sul sito del Miur prima dell’espletamento della prova medesima.

I candidati saranno poi inseriti nelle graduatorie di merito in base al punteggio derivante dalla somma della media dei voti conseguiti nelle prove scritte, del voto prova orale e del punteggio titoli.

Quota 100 in stand-by


Sono stati tantissimi i prof che hanno chiesto di andare in pensione anticipatamente tramite la quota 100, però la procedura non è così veloce come ci si aspettava, e molto probabilmente ci sarà un boom di ruoli di supplenza annuali anche il prossimo settembre, circa centocinquantamila da assegnare.

Anief, noto sindacato della scuola ha inoltre denunciato il fatto che solo il 36% delle domande presentate finora sono state elaborate e che si tratta di un intollerabile ritardo. Inoltre risulta incomprensibile che solo un dipendente su tre della scuola abbia ricevuto il via libera, da parte dell’Inps, alla quota 100.

Tali sarebbero i numeri delle domande di pensionamento accettate:
• personale ATA 1458 unità;
• dirigenti scolastici 123 unità;
• docenti 5875 unità;
• insegnanti di religione 56 unità;
• educatori 32 unità.

Il problema di questo ritardo è che i posti che si dovrebbero liberare con i pensionamenti devono essere da subito disponibili, per dare modo di predisporre le mobilità del personale di ruolo, e per assumere i precari. Invece in questo modo si ritarderà tutto, e anche quest’anno ci saranno tante convocazioni tramite messa a disposizione.

I posti vacanti sono tanti sia per quanto riguarda le cattedre delle materie standard sia per i posti di sostegno, che dovrebbero essere circa cinquantamila.

Molto probabilmente, ci saranno veramente tanti ruoli di supplenza a causa dei motivi sopracitati, e ci sarà possibilità di molte convocazioni con la messa a disposizione.

Chi è interessato a lavorare con le supplenze può quindi programmare già da ora un invio della messa a disposizione, per non ritrovarsi poi ad attendere troppo nei mesi di agosto e settembre.

Concorso MIBACT: bando per 2.000 assunzioni ai Beni Culturali


Nuove assunzioni e nuove opportunità di lavoro presso il Ministero dei Beni Culturali MIBACT. È stata approvata la pubblicazione di diversi bandi di concorso pubblici: a luglio i primi bandi per l’assunzione di 2.052 figure tra il 2019 e il 2020. A queste se ne aggiungeranno altre 3.600 previste dal cosiddetto decreto Concretezza.

Le assunzioni avverranno mediante nuove procedure concorsuali e scorrimento di graduatorie già esistenti, per favorire il turnover del personale in relazione al reale fabbisogno di personale e alla previsione di circa 6.000 pensionamenti nel triennio 2018-2020.

“Stante l’incidenza sull’organico del Ministero dei Beni Culturali degli interventi normativi concernenti forme di pensionamento anticipato, come Quota 100 e Opzione Donna” ha detto il Sottosegretario ai Beni Culturali, Gianluca Vacca, “e tenuto conto dell’età media dei lavoratori in servizio presso il Ministero, appare verosimile ipotizzare nel triennio 2018-2020 che un ampio contingente di circa 6.000 unità di personale potrà raggiungere i requisiti anagrafici e contributivi necessari per il pensionamento”.

I BANDI – Dal mese di luglio saranno pubblicati i primi bandi per il reclutamento di 2.052 figure entro il 2020.

Nel 2019 sono previsti due bandi:

  • uno per 1052 posti di personale dedicato all’accoglienza e alla vigilanza;
  • l’altro per 250 posti di funzionario amministrativo.

Nel 2020 è prevista una procedura concorsuale, con modalità ancora da definire, per il reclutamento di 750 figure:

  • 500 unità di personale non dirigenziale II area funzionale;
  • 250 unità di personale non dirigenziale di III area funzionale con profili di professionalità specifica Mibac.

Il Formez Pa si occuperà della gestione delle procedure concorsuali.

Ma non è tutto: con il Decreto concretezza, la cui approvazione è in dirittura d’arrivo, si aggiungeranno altre 3.600 assunzioni. “Manteniamo quindi l’impegno preso e rispondiamo alla duplice esigenza di colmare i gravi vuoti di organico ereditati dal passato e di integrare il personale in vista delle prossime uscite per pensionamento”, ha concluso Vacca.

Docenti: PAS si, PAS no


Dopo il tram tram dei 24 cfu, il delirio per la preparazione al Tfa e tanti altri argomenti scottanti, il mondo della scuola si concentra ora sul discorso PAS. Per chi non lo sapesse, si tratta di un percorso formativo di durata annuale, finalizzato al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, riservato agli insegnanti non di ruolo e privi della specifica abilitazione.
In seguito alla notizia dei giorni passati che vedeva scartati almeno per il momento i docenti che avessero prestato servizio nelle paritarie, un nuovo aggiornamento ha fatto tirare un sospiro di sollievo a questi ultimi. Se si era parlato di subordine delle paritarie, quindi dell’ammissione di tali docenti solo nel caso di posti vacanti, il Senatore Pittoni ha chiarito la situazione riconoscendo l’accesso a tali categorie:

• ai docenti di ruolo che vogliono acquisire l’abilitazione in un’altra classe di concorso per cui hanno titolo ad insegnare;
• ai laureati che hanno compito un percorso di dottorato di ricerca;
• ai docenti che hanno maturato le tre annualità di servizio nell’ambito della Formazione Professionale insegnando nei bienni utili per l’assolvimento dell’obbligo scolastico;
• ai docenti che sono in possesso del requisito delle tre annualità di servizio presso le scuole paritarie.

Il Senatore risponde alla proposta dei sindacati di considerare il servizio delle paritarie solo in subordine rispetto a quello della scuola statale che nessun docente con i suddetti requisiti resterà escluso. Rimane perciò solo da chiarire quale ordine di accesso verrà seguito.
Si attendono quindi nuove comunicazioni in merito.

I corsi per i 24 CFU sono detraibili fiscalmente


E’ tempo di dichiarazione dei redditi e i docenti che hanno conseguito nell’anno solare 2018 i 24 CFU (o che hanno frequentato altri corsi universitari quali master, corsi di perfezionamento, dottorati, corsi di laurea e perfino corsi singoli) potranno usufruire della detrazione del 19% delle spese sostenute nell’anno solare 2018.

Nella dichiarazione precompilata, gli oneri sostenuti dovrebbero essere già indicati. In caso contrario, i contribuenti potranno modificare la dichiarazione precompilata indicando le spese sostenute.
Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione per spese universitarie sostenute possono usufruirne questi ultimi (a condizione che il pagamento sia stato effettuato dalla persona di cui si è a carico).

PRINCIPIO DI CASSA
Per le spese universitarie detraibili vale il principio di cassa. Ciò significa che rileva in momento in cui sono stati effettuati i relativi pagamenti e non il momento in cui è stato frequentato il corso e\o sostenuto l’esame.

UNIVERSITA’ STATALI E NON STATALI
La detrazione IRPEF si applica in relazione alle spese per la frequenza a corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali. La detrazione è ammessa per l’intera quota corrisposta a titolo di spese di frequenza.
  • Università non statali, comprese le telematiche. Detrazione applicabile in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. Questo tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

Per quanto riguarda le università telematiche la Ris. n. 6/E/2007 conferma la detraibilità dei corsi tenuti dalle Università telematiche se istituite e riconosciute con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

DOCUMENTI DA CONSERVARE
Ai fini della detrazione Irpef 19% è necessario conservare i documenti relativi alla spesa per la frequenza scolastica, ovvero ricevute di bollettini postali o bonifici. Tali documenti devono essere conservati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi, termine entro cui l’Agenzia è autorizzata a richiederli in sede di controllo.

Concorso Guardia di Finanza 2019, 965 allievi


È stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale – IV Serie Speciale n. 33 del 26 aprile 2019 il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 965 allievi finanzieri. Al concorso possono partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il diciottesimo anno e non abbiano superato il giorno di compimento del ventiseiesimo anno di età. Il limite anagrafico massimo così fissato è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato.

Titoli

Chi vorrà partecipare è necessario che sia in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado, per i posti riservati ai volontari delle forze armate, mentre per i restanti posti serve il diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea. Possono partecipare anche coloro che, pur non essendo in possesso del previsto diploma, lo conseguano nell’anno scolastico 2018/2019. La domanda di partecipazione al concorso si potrà presentare entro le ore 12 del 27 maggio 2019 e dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale all’indirizzo https://concorsi.gdf.gov.it, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

Concorso scuola secondaria


È ufficiale, il concorso per la scuola secondaria sarà bandito entro il 2019 ma non si conoscono ancora le date, presumibilmente entro settembre. L’intenzione del ministero, come annunciato da Bussetti, è quella di avviare il concorso solo per le regioni con posti disponibili per le immissioni in ruolo nel periodo in cui saranno vigenti le graduatorie. Non avendo informazioni sul nuovo concorso scuola secondaria 2019 si può solo ipotizzare come potrebbe essere strutturato in base a quelli degli anni precedenti come quello del D.L 59/2017 del PD aperto ai soli docenti abilitati.

Il concorso era stato bandito con D.D.G del 1° febbraio 2018 e consisteva solo nella prova orale.

Purtroppo, nonostante la procedura semplice, in molte regioni non si è ancora concluso. Anche il concorso del 2016 era aperto solo ai docenti abilitati ed era stato bandito a febbraio ma prevedeva una prova scritta e una orale. Le immissioni in ruolo per l’a.s. 2016/2017 sono state concluse da poche regioni e la graduatoria è stata rinviata all’anno successivo. Stesso discorso per il precedente concorso del 2012 (DDG n. 82 del 24/09/2012) che oltre alla prova scritta e a quella orale comprendeva quella preselettiva.

I tempi del prossimo concorso possono essere calcolati in anticipo perché l’obiettivo è quello di procedere con le assunzioni nell’anno scolastico 2020/2021. Le condizioni dovrebbero essere le stesse, sono da definire le prove che devono sostenere i docenti. Solo dopo le immissioni in ruolo ci sarà una visione dettagliata dei posti vuoti. Inoltre si deve prevedere la riserva per la partecipazione al concorso per i posti di sostegno dei docenti che seguono il corso di specializzazione TFA sostegno IV ciclo (che si concluderà a marzo 2020). Infine non si devono sottovalutare gli intoppi per il reperimento delle commissioni impossibilitate ad usufruire degli esoneri.

Photo by jcomp

Le prove di ingresso del TFA Sostegno


Sono 14.224 i posti disponibili per le specializzazioni sul sostegno nell’anno scolastico 2018-2019.

In tre anni saranno circa 40 mila i docenti specializzati che potranno essere impiegati a scuola per il sostegno di alunni con disabilità. Lo ha annunciato il ministro Marco Bussetti, quando ha firmato il decreto in cui sono state fissate le date di svolgimento delle prove.

Queste, per la precisione, si terranno rispettivamente il 15 Aprile (al mattino Scuola dell’Infanzia e nel pomeriggio Scuola primaria) e il 16 Aprile (prova al mattino per i candidati della Scuola Secondaria di I Grado e al pomeriggio per quella di secondo grado). Il medesimo decreto fissa anche il nuovo termine di conclusione dei corsi di specializzazione: marzo 2020. Le prove consistono in: un test preliminare consistente in 60 domande a risposta multipla; una o più prove scritte (oppure pratiche); una prova orale

Requisiti di accesso al TFA
Chi può accedere al bando di concorso promosso dal MIUR e strutturato per Regioni? Secondo i requisiti stabiliti dal decreto ministeriale questi sono i soggetti ammessi:

1) i docenti abilitati ad insegnare per il grado di scuola e la classe di concorso per le quali richiedono la specializzazione in sostegno (l’abilitazione all’insegnamento è condicio sine qua non per poter conseguire la successiva specializzazione),

2) diplomati alla Scuola magistrale (per TFA scuola elementare) a condizione che il diploma sia stato conseguito entro l’anno 2001-2002; siano in possesso di titolo dal valore abilitante; siano compresi nella graduatorie di istituto di II fascia.

I test preliminari
La prova di accesso al TFA prevede un test preliminare formato da 60 quesiti formulati con cinque opzioni di risposta (tra cui il candidato dovrà sceglierne una soltanto). I quesiti del test preliminare sono strutturati in maniera tale da poter valutare la comprensione dei testi in lingua italiana e le competenze nelle lingue straniere. Ogni risposta corretta ha il valore di 0,5 punti, se non si risponde del tutto o lo si fa in maniera errata il punteggio è pari a zero. Per poter svolgere il test preliminare i candidati hanno a disposizione due ore.

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