Il decreto “salva-precari”


Il decreto “salva-precari” attende ancora la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella; infatti nella prima bozza del testo venivano esclusi dal concorso gli insegnanti delle scuole paritarie. L’ultima modifica prevede che anche i docenti delle scuole non statali potranno partecipare al concorso straordinario, non per ottenere la cattedra bensì per acquisire l’abilitazione.

Su questo punto gli uffici legislativi del Quirinale e del Miur hanno discusso a lungo nelle scorse settimane fino a giungere alle modifiche che saranno apportate nel testo che quindi daranno accesso alla partecipazione al concorso a tutti i docenti, ma con finalità diverse: gli statali con tre anni di servizio per accedere alle 24mila cattedre, i dipendenti delle paritarie per avere l’abilitazione.

Le associazioni dei gestori delle scuole non statali avevano infatti sottolineato l’incostituzionalità del testo precedente e il grave danno che ne sarebbe derivato alle scuole paritarie, che invece rientrano nell’unico sistema nazionale d’istruzione.

L’altra modifica che sarà apportata al testo del “salva-precari”, riguarda il concorso riservato ai Dsga (Dirigenti dei servizi generali e amministrativi) “facenti funzione”. Alla selezione potranno partecipare soltanto i Dsga, con almeno tre anni di servizio, in possesso della laurea, e saranno, invece, esclusi, i non laureati, anche se in possesso dei requisiti del servizio.